– EDIZIONE 2026

7°Simposio

Socrate, dove sei? Dalla scuola come obbligo all’educazione come cammino condiviso

Figline Valdarno, 8/9/10 maggio 2026

Il 7° Simposio, che si terrà da venerdì 8 a domenica 10 maggio 2026, svilupperà il tema: Socrate, dove sei? Dalla scuola come obbligo all’educazione come cammino condiviso. In preparazione al Centenario di fondazione dell’Istituto Paritario Marsilio Ficino (1926/27 – 2026/27), infatti, abbiamo voluto promuovere una riflessione su educazione e scuola con uno sguardo non solamente storico ma anche rivolto a quella che potrebbe essere la scuola del futuro: cosa cambiare, quali percorsi intraprendere, come far crescere l’amore per lo studio, come renderla un cammino condiviso.

In tutte le situazioni di emergenza – dall’educazione all’affettività, come antidoto alla ferocia nei rapporti fra uomo e donna, alla prevenzione dei disastri ambientali, dalla responsabilizzazione nell’uso delle apparecchiature elettroniche, al rispetto per la privacy altrui – il grido che si leva da più parti è quello della necessità di coinvolgere la scuola. In realtà poi si scopre sistematicamente che l’attenzione per la scuola è solo un fatto episodico, periodico e costante, ma momentaneo. Dare alla scuola strumenti e risorse perché possa intervenire seriamente negli innumerevoli settori in cui è chiamata in causa è tutt’altra cosa. Anzi è periodica la beffa di nuovi ulteriori adempimenti, disposti da Leggi, Decreti o Circolari ai quali la scuola è chiamata “senza oneri per la finanza pubblica”.

Eppure è quasi istintivo capire che esiste nelle società complesse un legame strettissimo fra scuola e politica, fra educazione e sensibilità sociale; ma è davvero strano che ad attuare una seria azione di valorizzazione della scuola siano sempre i sistemi dittatoriali e totalitari, mentre le democrazie sembrano per lo più distratte, attente ad altro, come se la dimensione democratica degli assetti politici fosse qualcosa di natura­le e di acquisito per sempre. In realtà una democrazia che non sa pensare strategicamente alla forma­zione dei giovani prima o poi si esaurisce come la cera di una candela. La polis ha bisogno di una paideia che nasca da un’elaborazione vasta e continua. È questa stessa paideia che favorisce la coscienza democratica e la responsabilità sociale, non secondo un processo mecca­nico e forzato, ma nelle forme fisiologiche di un organismo che cresce sia sul piano culturale e nell’immaginario collettivo, sia nei valori di rispetto e civile convivenza.

Va inoltre sottolineato come non sempre animino le politiche scolastiche visioni organiche fondate sulle più avanzate e serie riflessioni scientifiche in merito al rapporto fra la persona e le nuove tecnologie, il mutare dei contesti sociali, le sollecitazioni d’ambiente, soprattutto in considerazione di come tutti questi fattori possano contribuire a strutturare le reti neuronali nei cervelli dei giovani. Il concetto di plasticità della mente e del valore modellante della dimensione sensoriale, ambientale ed emozionale sembrano concetti lontani dal mondo scolastico quanto galassie remote anni luce.

Il 7° Simposio del Festival della Cultura Umanistica vuole mettere al centro del­l’at­tenzione proprio questi temi e lo fa proponendo due punti di riferimento, il concetto di scuola come obbligo, come appartenente a una concezione sociale chiusa e ancorata a visioni del passato e quello di esperienza comune, di cammino condiviso, secondo una concezione ispirata dalla parola greca méthodos che significa, appunto, percorso com­piu­to insieme, cammino verso una meta comune.

Si trat­ta di una sfida nella quale la figura di riferimento è un personaggio antico, fondatore di un metodo di confronto nel quale il maestro chiede a sé stesso prima ancora che agli allievi e con gli allievi esplora le possibili soluzioni ai problemi. Nella Società della Conoscenza, quindi, l’educazione non si configura come trasmissione quantitativa di saperi sistematicamente strutturati in una fissità rigida e predefinita, ma come ricerca di valori e significati, raggiunti in una relazione dialogica e dialettica. Dialogica perché il cammino è nella stessa direzione e non conflittuale e oppositivo; dia­lettica perché l’atteggiamento è bidirezionale e simmetrico, continuamente fondato sulla recipro­ca verifica.

Questo modello, antico, ma sempre attuale, è generativo di un sapere dinamico che porta da un lato a superare l’apprendimento come performance o adempimento, dall’altro a misurarsi con la realtà complessa del nostro tempo. E dunque la domanda iniziale Socrate dove sei? non è un grido di allarme, ma una voce di richiamo, di invito per chi si dedica all’educazione a ritrovare lo spirito generativo, maieutico e dinamico di una relazione che nella contemporaneità ripensa, ritrova e ridefinisce uno stile antico ma sempre nuovo, il quale dall’anti­chità non cessa di lanciare segnali di vitalità inesausta e inesauribile.

Fra Eracle ed Ermes: frontiere dell’Umano nell’Era della Complessità

si pone nella prospettiva dei “limiti”. Da un lato Eracle, l’eroe dalla forza invincibile e dall’ energia straripante che compie imprese straordinarie, ma pone anche agli estremi confini del mondo noto … li suoi riguardi, / acciò che l’uom più oltre non si metta (Inferno XXVI 108, sg.).

Dall’altro Ermes, il dio che porta i messaggi degli dèi e quindi si muove ovunque; è astuto, ha mille risorse intellettuali e alla fine della vita accompagna le anime oltre il limite dell’esistenza, le porta nelle cupe regioni dell’oltretomba, lui che attraversa l’etere luminoso e aperto e non teme le distanze.

La forza e l’intelligenza, il Confine estremo e l’Otre inquietante. Fra questi poli carichi di significato si muove la ricerca di un senso, di un valore, di un fine della creatura umana, affamata di conoscenza, disposta a tutto pur di oltrepassare i propri “limiti”, ma timorosa di un ignoto che sembra farsi sempre più vicino e connaturato alle proprie insopprimibili “esigenze di scoperta”.

Una dialettica continua fra voluntas noscendi e cupio dissolvi, fra horror vacui e studium vitae animata dal soffio possente d’un fatale andare, / oltre la morte; … (Alexandros, 34, sg.).

E così i “limiti” diventano “frontiere”, “termini”, che, se da un lato dividono e separano, dall’altro sembrano provocare e chiedere di essere scardinati e rifondati in una dialettica insanabile fra creatività e responsabilità, fra potenza e inganno, fra illusione e angoscia, fra timore e fiducia.

L’Umano, l’Anthròpinon, si fa quindi, spazio dell’infinito, ma si riconosce anche come ristretto territorio che non accetta di essere “contenuto”.

E dunque il Limite è un ostacolo o una risorsa? Dove collocheremo il prossimo limes, la nuova frontiera della scienza, delle tecniche e dell’etica? Intorno a queste domande si snoderà il percorso di un Festival che aspira a farsi occasione di risposte, ma soprattutto fonte di nuove sensibilità.

Puoi consultare il programma completo del Festival della Cultura Umanistica 2026 qui.

L’evento si svolgerà in una tensostruttura in p.zza Marsilio Ficino e sarà visibile in diretta sul  canale YouTube del Festival della Cultura Umanistica.

EDIZIONE 2026

7°Simposio

Socrate, dove sei? Dalla scuola come obbligo all’educazione come cammino condiviso

Figline Valdarno, 8/9/10 maggio 2026

Il 7° Simposio, che si terrà da venerdì 8 a domenica 10 maggio 2026, svilupperà il tema: Socrate, dove sei? Dalla scuola come obbligo all’educazione come cammino condiviso. In preparazione al Centenario di fondazione dell’Istituto Paritario Marsilio Ficino (1926/27 – 2026/27), infatti, abbiamo voluto promuovere una riflessione su educazione e scuola con uno sguardo non solamente storico ma anche rivolto a quella che potrebbe essere la scuola del futuro: cosa cambiare, quali percorsi intraprendere, come far crescere l’amore per lo studio, come renderla un cammino condiviso.

In tutte le situazioni di emergenza – dall’educazione all’affettività, come antidoto alla ferocia nei rapporti fra uomo e donna, alla prevenzione dei disastri ambientali, dalla responsabilizzazione nell’uso delle apparecchiature elettroniche, al rispetto per la privacy altrui – il grido che si leva da più parti è quello della necessità di coinvolgere la scuola. In realtà poi si scopre sistematicamente che l’attenzione per la scuola è solo un fatto episodico, periodico e costante, ma momentaneo. Dare alla scuola strumenti e risorse perché possa intervenire seriamente negli innumerevoli settori in cui è chiamata in causa è tutt’altra cosa. Anzi è periodica la beffa di nuovi ulteriori adempimenti, disposti da Leggi, Decreti o Circolari ai quali la scuola è chiamata “senza oneri per la finanza pubblica”.

Eppure è quasi istintivo capire che esiste nelle società complesse un legame strettissimo fra scuola e politica, fra educazione e sensibilità sociale; ma è davvero strano che ad attuare una seria azione di valorizzazione della scuola siano sempre i sistemi dittatoriali e totalitari, mentre le democrazie sembrano per lo più distratte, attente ad altro, come se la dimensione democratica degli assetti politici fosse qualcosa di natura­le e di acquisito per sempre. In realtà una democrazia che non sa pensare strategicamente alla forma­zione dei giovani prima o poi si esaurisce come la cera di una candela. La polis ha bisogno di una paideia che nasca da un’elaborazione vasta e continua. È questa stessa paideia che favorisce la coscienza democratica e la responsabilità sociale, non secondo un processo mecca­nico e forzato, ma nelle forme fisiologiche di un organismo che cresce sia sul piano culturale e nell’immaginario collettivo, sia nei valori di rispetto e civile convivenza.

Va inoltre sottolineato come non sempre animino le politiche scolastiche visioni organiche fondate sulle più avanzate e serie riflessioni scientifiche in merito al rapporto fra la persona e le nuove tecnologie, il mutare dei contesti sociali, le sollecitazioni d’ambiente, soprattutto in considerazione di come tutti questi fattori possano contribuire a strutturare le reti neuronali nei cervelli dei giovani. Il concetto di plasticità della mente e del valore modellante della dimensione sensoriale, ambientale ed emozionale sembrano concetti lontani dal mondo scolastico quanto galassie remote anni luce.

Il 7° Simposio del Festival della Cultura Umanistica vuole mettere al centro del­l’at­tenzione proprio questi temi e lo fa proponendo due punti di riferimento, il concetto di scuola come obbligo, come appartenente a una concezione sociale chiusa e ancorata a visioni del passato e quello di esperienza comune, di cammino condiviso, secondo una concezione ispirata dalla parola greca méthodos che significa, appunto, percorso com­piu­to insieme, cammino verso una meta comune.

Si trat­ta di una sfida nella quale la figura di riferimento è un personaggio antico, fondatore di un metodo di confronto nel quale il maestro chiede a sé stesso prima ancora che agli allievi e con gli allievi esplora le possibili soluzioni ai problemi. Nella Società della Conoscenza, quindi, l’educazione non si configura come trasmissione quantitativa di saperi sistematicamente strutturati in una fissità rigida e predefinita, ma come ricerca di valori e significati, raggiunti in una relazione dialogica e dialettica. Dialogica perché il cammino è nella stessa direzione e non conflittuale e oppositivo; dia­lettica perché l’atteggiamento è bidirezionale e simmetrico, continuamente fondato sulla recipro­ca verifica.

Questo modello, antico, ma sempre attuale, è generativo di un sapere dinamico che porta da un lato a superare l’apprendimento come performance o adempimento, dall’altro a misurarsi con la realtà complessa del nostro tempo. E dunque la domanda iniziale Socrate dove sei? non è un grido di allarme, ma una voce di richiamo, di invito per chi si dedica all’educazione a ritrovare lo spirito generativo, maieutico e dinamico di una relazione che nella contemporaneità ripensa, ritrova e ridefinisce uno stile antico ma sempre nuovo, il quale dall’anti­chità non cessa di lanciare segnali di vitalità inesausta e inesauribile.

Puoi consultare il programma completo del Festival della Cultura Umanistica 2026 qui.

L’evento si svolgerà in una tensostruttura in p.zza Marsilio Ficino e sarà visibile in diretta sul  canale YouTube del Festival della Cultura Umanistica.

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